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Il muco o catarro in gola può dipendere dal reflusso gastroesofageo, ma nella maggior parte dei casi studiati gli esami non lo confermano. Tra le persone con disturbi alla gola attribuiti al reflusso, il reflusso viene documentato in meno della metà dei casi [1, 2]. In uno studio controllato su 346 persone con disturbi persistenti…
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La sindrome del vomito ciclico è un disturbo dell’interazione intestino-cervello in cui episodi di vomito intenso, simili tra loro per esordio e durata, si ripetono a intervalli e sono separati da periodi di relativo benessere. Negli adulti i criteri di Roma V, pubblicati nel 2026, richiedono almeno tre episodi nell’ultimo anno e due negli ultimi…
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La nausea persistente è una nausea fastidiosa che si ripete per settimane o mesi, anche senza vomito. Se compare almeno due giorni a settimana, è iniziata da almeno sei mesi e gli esami non trovano una causa, i criteri di Roma V, pubblicati nel 2026, la classificano come sindrome da nausea e vomito cronici, un…
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La gastroparesi è un disturbo in cui lo stomaco si svuota più lentamente del normale, in modo misurato da un test e senza ostruzioni, con nausea e vomito come sintomi principali [1][2]. Le cause riconosciute sono il diabete, alcuni interventi chirurgici sullo stomaco e alcuni farmaci, ma spesso una causa non si trova [2][4]. Le…
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La digestione lenta è il modo in cui molte persone descrivono la pienezza o la pesantezza che si prolungano dopo i pasti: non è una diagnosi, ma un sintomo. Quando è frequente e gli esami non trovano una causa organica, il quadro più comune è la dispepsia funzionale nella forma del distress postprandiale, legata ai…
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La dispepsia funzionale è un disturbo cronico di stomaco e duodeno che si manifesta con pienezza dopo i pasti, sazietà precoce, dolore o bruciore alla bocca dello stomaco, senza una malattia organica che lo spieghi. Rientra tra i disturbi dell’interazione intestino-cervello e riguarda circa il 7% della popolazione [1][2]. Si diagnostica in base ai sintomi,…
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Endometriosi e colon irritabile sono due condizioni distinte che condividono molti sintomi intestinali e coesistono spesso: nelle donne con endometriosi la sindrome dell’intestino irritabile risulta circa tre volte più frequente rispetto ai controlli sani [1]. Quando gonfiore, dolore addominale o alterazioni dell’alvo si ripresentano in modo prevedibile intorno alle mestruazioni, la valutazione ginecologica viene prima…
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La celiachia è una malattia autoimmune scatenata dal glutine, ma il microbiota intestinale — l’insieme dei microrganismi che popolano l’intestino — resta spesso alterato anche in chi segue da anni una dieta senza glutine. In circa un paziente celiaco su cinque i sintomi persistono nonostante una dieta corretta, una condizione definita celiachia non responsiva [4].…
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La sensibilità al glutine non celiaca (SGNC) è una condizione in cui compaiono sintomi intestinali ed extra-intestinali dopo il consumo di alimenti contenenti glutine, in assenza di celiachia e di allergia al grano. Negli ultimi anni, però, la ricerca ha messo in discussione il ruolo del glutine stesso: in molte persone i disturbi sembrano legati…
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I disturbi gastrointestinali funzionali sono condizioni in cui i sintomi digestivi nascono da un’alterazione del modo in cui l’apparato digerente funziona, non da una lesione visibile agli esami. Per questo gastroscopia, colonscopia, ecografia ed esami del sangue possono risultare negativi anche in presenza di sintomi intensi e persistenti: quegli accertamenti sono costruiti per individuare alterazioni…










