La gastroparesi è un disturbo in cui lo stomaco si svuota più lentamente del normale, in modo misurato da un test e senza ostruzioni, con nausea e vomito come sintomi principali [1][2]. Le cause riconosciute sono il diabete, alcuni interventi chirurgici sullo stomaco e alcuni farmaci, ma spesso una causa non si trova [2][4]. Le linee guida più recenti chiedono un test di svuotamento di 4 ore [1], e secondo i criteri di Roma V il termine va riservato a chi ha nausea o vomito predominanti [3]. L’alimentazione è il primo intervento nella pratica clinica, anche se le prove sono limitate [1][4].

In questo articolo: sintomi, cause, diagnosi, confine con la dispepsia funzionale secondo Roma V e ruolo di alimentazione e terapie, senza liste di alimenti né schemi dietetici.

Gastroparesi in sintesi: cosa serve sapere

AreaCosa considerare nella gastroparesiMessaggio chiave
SintomiNausea e vomito, spesso sazietà precoce, pienezza e gonfioreNausea e vomito sono i sintomi cardine
CauseDiabete, chirurgia dello stomaco, farmaci come gli oppioidiSpesso la causa resta sconosciuta
DiagnosiGastroscopia per escludere un’ostruzione, test di svuotamento di 4 oreIl sintomo da solo non basta
Confine con la dispepsiaSintomo prevalente e test, che può cambiare nel tempoCon pienezza prevalente si parla di distress postprandiale
AlimentazioneParticelle piccole, meno grassi e fibre, stato nutrizionaleProve limitate: piano costruito sulla persona
TerapieFarmaci procinetici e antiemetici, procedure solo in casi selezionatiScelte condivise con il medico

Cos’è la gastroparesi

La gastroparesi è un disturbo della motilità dello stomaco: lo svuotamento è rallentato in modo misurabile, senza ostruzioni meccaniche, e si accompagna a sintomi digestivi [1][2]. Il nome evoca una paralisi, ma lo stomaco non è fermo: si svuota più lentamente, e il ritardo va dimostrato con un test [1].

I meccanismi non sono chiari: il consenso europeo concorda su una funzione motoria dello stomaco gravemente alterata, non sui meccanismi sottostanti [2]. Nella forma idiopatica, studi con barostato, un palloncino che misura il rilassamento dello stomaco, hanno trovato una ridotta capacità di accogliere il pasto nel 43% dei pazienti e un’ipersensibilità alla distensione dello stomaco nel 29%, ma il consenso non ha raggiunto un accordo sul loro peso nei sintomi [2].

Sintomi della gastroparesi

I sintomi cardine della gastroparesi sono la nausea e il vomito [2]. Spesso si aggiungono sazietà precoce, pienezza dopo i pasti, dolore addominale e un senso di gonfiore all’addome [1][2].

La nausea riguarda oltre il 95% dei pazienti [2]. Il vomito compare tipicamente a distanza dal pasto ed è preceduto da nausea o conati [3].

Le cause della gastroparesi

Le cause riconosciute della gastroparesi sono il diabete, alcuni interventi chirurgici sullo stomaco e alcuni farmaci, oltre ad alcune malattie neurologiche e del tessuto connettivo [2]. Spesso, però, una causa non si trova.

Gastroparesi diabetica

Il diabete è un fattore di rischio riconosciuto dal consenso europeo, con evidenze di qualità alta [2]. La glicemia elevata rallenta di per sé lo svuotamento, e le linee guida americane suggeriscono un buon controllo glicemico per ridurre il rischio che la gastroparesi peggiori (raccomandazione condizionale, evidenze di bassa qualità) [4].

Gastroparesi idiopatica

Quando non emerge una causa si parla di gastroparesi idiopatica: in un registro di centri specialistici statunitensi con 748 pazienti riguardava il 63% dei casi, e nelle casistiche si distingue un sottogruppo insorto dopo un’infezione virale [4].

Interventi chirurgici e farmaci

Sono fattori di rischio riconosciuti la resezione parziale dello stomaco, la vagotomia, la chirurgia bariatrica e quella antireflusso, oltre ad alcuni farmaci come gli oppioidi [2], che le linee guida americane sconsigliano per il dolore della gastroparesi [4]. Gli agonisti del recettore GLP-1, usati per diabete e perdita di peso, possono rallentare lo svuotamento, e l’AGA indica di rivedere i farmaci in uso prima di impostare una terapia [1]: le eventuali modifiche spettano al medico.

Come si diagnostica la gastroparesi

Gastroparesi: percorso diagnostico dalla gastroscopia al test di svuotamento gastrico di 4 ore
Prima si esclude un’ostruzione, poi si misura lo svuotamento: per l’AGA il test deve durare 4 ore.

La diagnosi di gastroparesi richiede due passaggi: escludere un’ostruzione, con la gastroscopia che il consenso europeo considera indispensabile, e dimostrare con un test che lo stomaco si svuota più lentamente del normale [1][2].

Il test di riferimento è la scintigrafia gastrica, che segue lo svuotamento di un pasto solido marcato con un tracciante; l’alternativa è il breath test con carbonio 13, un test del respiro valido secondo il consenso europeo [2]. Le linee guida americane del 2022 indicano almeno 3 ore (raccomandazione forte, evidenze di qualità moderata) [4]; l’AGA nel 2025 chiede 4 ore misurate direttamente, per entrambi i test, perché un test di 2 ore non riconosce una parte dei casi (raccomandazione condizionale, evidenze di bassa qualità) [1].

Prima dell’esame, su indicazione del medico, si sospendono di solito per 48 ore i farmaci che possono alterarne il risultato, come oppioidi e procinetici [4].

Gastroparesi o dispepsia funzionale: dove passa il confine secondo Roma V

Schema Roma V: gastroparesi e distress postprandiale secondo sintomo prevalente e svuotamento gastrico
Roma V: con nausea o vomito predominanti e svuotamento rallentato si parla di gastroparesi.

Secondo i criteri di Roma V, pubblicati nel 2026, a distinguere la gastroparesi dalla dispepsia funzionale è il sintomo prevalente, oltre al risultato del test [3]. Roma V non inserisce la gastroparesi tra i disturbi gastroduodenali dell’interazione intestino-cervello, ma ne traccia il confine: il termine è riservato a chi ha nausea o vomito predominanti, e tra le modifiche dichiarate c’è che un quadro di nausea e vomito cronici con svuotamento rallentato va diagnosticato come gastroparesi [3]. Se prevalgono pienezza e sazietà precoce si parla di distress postprandiale con svuotamento rallentato, e il test si considera solo se i trattamenti non hanno funzionato [3].

Sintomo prevalenteSvuotamento normaleSvuotamento rallentato
Nausea o vomitoSindrome da nausea e vomito croniciGastroparesi
Pienezza o sazietà precoceDistress postprandialeDistress postprandiale con svuotamento rallentato

Lo schema semplifica: servono sempre i criteri completi e l’esclusione di altre malattie [3]. Le definizioni, inoltre, non coincidono del tutto: per il consenso europeo i sintomi cardine sono nausea e vomito [2], per le linee guida americane anche sazietà precoce e pienezza [1].

Il confine si sposta nel tempo. In uno studio su 944 pazienti di centri specialistici statunitensi, gastroparesi e dispepsia funzionale avevano sintomi ed evoluzione simili, e a 48 settimane, ripetendo il test, il 42% delle persone con gastroparesi è stato riclassificato come dispepsia funzionale e il 37% di quelle con dispepsia come gastroparesi, senza differenze nell’andamento dei sintomi [5].

Come si tratta la gastroparesi

Il trattamento della gastroparesi combina alimentazione, controllo delle cause e, se serve, farmaci, ma le prove sono limitate: le raccomandazioni dell’AGA sulle terapie sono condizionali, con evidenze di qualità bassa o molto bassa [1].

Alimentazione nella gastroparesi

Le linee guida americane del 2022 suggeriscono una dieta a particelle piccole per alleviare i sintomi e favorire lo svuotamento (raccomandazione condizionale, evidenze di bassa qualità), con uno studio randomizzato in persone con gastroparesi diabetica come riferimento principale [4]. Gli esperti dell’AGA la associano alla riduzione di grassi e fibre, prima dei farmaci o insieme a essi [1], mentre il consenso europeo non ha raggiunto l’accordo sull’utilità degli aggiustamenti dietetici [2].

Il rischio più concreto è mangiare troppo poco: la gastroparesi espone a un’alimentazione povera di calorie, correggibile con il supporto di un professionista della nutrizione, e in caso di calo di peso va escluso un disturbo del comportamento alimentare [2]. Nei casi che non rispondono alle terapie l’AGA indica di valutare lo stato nutrizionale e di sostenerlo preferibilmente per bocca, se necessario con la nutrizione enterale; quella parenterale si usa raramente, per il rischio di infezioni e trombosi [1]. Le restrizioni fai-da-te sono la strada meno sicura.

Farmaci e altri trattamenti

Come prima terapia farmacologica l’AGA suggerisce alcuni procinetici, che stimolano lo svuotamento, e ne sconsiglia altri come prima scelta; nella pratica si usano anche farmaci contro la nausea [1]. Le procedure endoscopiche sul piloro, la valvola all’uscita dello stomaco, e la stimolazione elettrica gastrica non sono di routine: restano per casi selezionati che non rispondono alle terapie [1]. La scelta spetta al medico.

Domande frequenti sulla gastroparesi

Disclaimer: questo articolo ha finalità informativa e divulgativa e non sostituisce la valutazione di un medico o di un nutrizionista clinico. La diagnosi e il trattamento della gastroparesi richiedono una valutazione individuale.

Se vuoi seguire le novità della ricerca su stomaco e intestino, puoi iscriverti alla newsletter sulla salute digestiva curata dal Dr. Massimo D’Angelo.

Quando rivolgersi a un nutrizionista

Una valutazione nutrizionale è utile quando il medico ha posto la diagnosi di gastroparesi e mangiare è diventato difficile, oppure quando si mangia sempre meno per paura dei sintomi. Il percorso parte dagli esami, dalla causa e dallo stato nutrizionale per costruire un piano sostenibile e verificabile nel tempo, insieme al gastroenterologo e, nel diabete, al diabetologo. Se convivi con la gastroparesi, puoi prenotare una consulenza nutrizionale per i disturbi gastrointestinali a Milano.

Fonti e bibliografia

  1. Staller K, Parkman HP, Greer KB, et al. AGA Clinical Practice Guideline on Management of Gastroparesis. Gastroenterology. 2025;169(5):828-861. DOI: 10.1053/j.gastro.2025.08.004
  2. Schol J, Wauters L, Dickman R, et al. United European Gastroenterology (UEG) and European Society for Neurogastroenterology and Motility (ESNM) consensus on gastroparesis. United European Gastroenterol J. 2021;9(3):287-306. DOI: 10.1002/ueg2.12060
  3. Törnblom H, Carbone F, Hasler WL, et al. Gastroduodenal Disorders. Gastroenterology. 2026;170(6):1240-1260. DOI: 10.1053/j.gastro.2026.01.038
  4. Camilleri M, Kuo B, Nguyen L, et al. ACG Clinical Guideline: Gastroparesis. Am J Gastroenterol. 2022;117(8):1197-1220. DOI: 10.14309/ajg.0000000000001874
  5. Pasricha PJ, Grover M, Yates KP, et al. Functional dyspepsia and gastroparesis in tertiary care are interchangeable syndromes with common clinical and pathological features. Gastroenterology. 2021;160(6):2006-2017. DOI: 10.1053/j.gastro.2021.01.230

Autore, revisione, aggiornamento

Scritto da: Dr. Massimo D’Angelo – nutrizionista clinico

Revisione editoriale e nutrizionale: Dr. Massimo D’Angelo – nutrizionista clinico

Pubblicato il: 10/10/2026

Aggiornato il: 10/10/2026