Endometriosi e colon irritabile sono due condizioni distinte che condividono molti sintomi intestinali e coesistono spesso: nelle donne con endometriosi la sindrome dell’intestino irritabile risulta circa tre volte più frequente rispetto ai controlli sani [1]. Quando gonfiore, dolore addominale o alterazioni dell’alvo si ripresentano in modo prevedibile intorno alle mestruazioni, la valutazione ginecologica viene prima di qualunque intervento alimentare: la diagnosi di endometriosi si basa sul quadro clinico e sull’imaging, non su un esame del sangue [2]. Il colon irritabile, invece, si diagnostica in positivo con i criteri di Roma V [3][5], e l’alimentazione può attenuare i sintomi intestinali ma non è un trattamento dell’endometriosi [2].

In questo articolo trovi perché le due condizioni si somigliano, quanto spesso coesistono, quali segnali orientano verso l’una o verso l’altra, a quale professionista rivolgersi e quale ruolo può avere l’alimentazione. Non troverai schemi alimentari né liste di cibi: cosa modificare a tavola va deciso caso per caso.

Perché endometriosi e colon irritabile si somigliano

L’endometriosi è una malattia cronica caratterizzata dalla presenza di tessuto simile all’endometrio al di fuori dell’utero, associata a un processo infiammatorio; le stime di prevalenza vanno dal 2% al 10% della popolazione femminile generale [2]. Tra le sedi interessate ci sono il peritoneo pelvico e le strutture vicine all’intestino: è anche questa vicinanza a spiegare la sovrapposizione dei disturbi.

I sintomi raccontati in studio sono spesso identici — dolore addominale, gonfiore, stipsi o diarrea — e nessuno è specifico: è l’aspecificità a far scambiare una condizione per l’altra, in entrambe le direzioni.

La ricerca ha proposto anche meccanismi condivisi. Il più discusso è l’ipersensibilità viscerale, cioè una percezione amplificata degli stimoli che arrivano dall’intestino, descritta in entrambe le condizioni; altre ipotesi chiamano in causa l’infiammazione cronica di basso grado e i mastociti [1]. Sono spiegazioni plausibili, non meccanismi dimostrati.

Quanto spesso endometriosi e colon irritabile coesistono

Schema dei sintomi intestinali condivisi tra endometriosi e sindrome dell'intestino irritabile
I sintomi si sovrappongono: a distinguere le due condizioni è soprattutto il rapporto con il ciclo.

Le donne con endometriosi hanno una probabilità di sindrome dell’intestino irritabile circa tre volte superiore rispetto alle donne senza endometriosi. Il dato viene da una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata su Frontiers in Medicine nel 2022: su 11 studi e 96.119 soggetti l’odds ratio è risultato 2,97 (intervallo di confidenza al 95% 2,17–4,06) [1].

Sei studi della stessa revisione, per 6.395 soggetti, hanno stimato la prevalenza aggregata di colon irritabile nelle donne con endometriosi: 23,4% (IC 95% 9,7–37,2), con valori dei singoli studi dal 10,6% al 52% [1].

Questi numeri vanno letti con prudenza, come segnalano gli autori stessi: l’eterogeneità tra gli studi è elevata (I² = 91%) e l’analisi grafica suggerisce un possibile bias di pubblicazione [1]. Limitando il confronto agli studi più solidi l’associazione resta (odds ratio 2,77; IC 95% 1,37–5,60), ma resta appunto un’associazione: non dimostra che una condizione causi l’altra, e parte della sovrapposizione può dipendere dalla difficoltà di distinguerle [1].

Cosa fa la differenza: il rapporto con il ciclo

I segnali che orientano verso l’endometriosi

La caratteristica che più spesso orienta verso l’endometriosi è la ciclicità: sintomi che compaiono o peggiorano in corrispondenza delle mestruazioni, con una regolarità riconoscibile nel tempo. Le linee guida della European Society of Human Reproduction and Embryology (ESHRE) raccomandano di considerare la diagnosi di endometriosi davanti a segni e sintomi ciclici e non ciclici, tra cui dismenorrea (mestruazioni dolorose), dispareunia profonda (dolore durante i rapporti), dischezia (dolore alla defecazione), sanguinamento rettale doloroso, disuria, stanchezza e infertilità [2].

L’elemento più utile da osservare è il quando: un dolore concentrato nei giorni delle mestruazioni, una defecazione dolorosa nella stessa fase, un dolore pelvico che non si esaurisce con l’evacuazione. Non fanno una diagnosi, ma indicano da chi conviene passare per primo.

Cosa definisce il colon irritabile

La sindrome dell’intestino irritabile è un disturbo dell’interazione intestino-cervello [3] che si diagnostica in positivo, sulla base di criteri sintomatologici, e non per esclusione di tutto il resto. I criteri di Roma V, pubblicati nel 2026, la definiscono come dolore o fastidio addominale ricorrente, non continuo, presente in media almeno tre giorni al mese negli ultimi tre mesi e associato alla defecazione o a una modifica dell’alvo [5]. Un dettaglio introdotto proprio con Roma V riguarda da vicino questo articolo: tra i criteri di supporto compare l’indicazione che il dolore o il fastidio non dovrebbero essere legati soltanto alle mestruazioni, per distinguere l’intestino irritabile dai sintomi di origine mestruale [5]. Se i disturbi compaiono solo in quei giorni, insomma, l’etichetta di colon irritabile non è quella giusta. La diagnosi va comunque posta da un professionista, dopo aver considerato le condizioni che possono simularla: lo stesso ragionamento che serve per distinguere il colon irritabile dalla SIBO.

A chi rivolgersi quando i sintomi intestinali seguono il ciclo

endometriosi-intestino-quale-specialista

Quando i disturbi intestinali si ripresentano intorno alle mestruazioni, il percorso corretto parte dalla valutazione ginecologica: la diagnosi di endometriosi è di competenza ginecologica e non può essere posta né esclusa da un test intestinale [2]. La tabella riassume i ruoli.

ProfessionistaDi cosa si occupaQuando ha senso rivolgersi
Medico di medicina generalePrimo inquadramento, accertamenti iniziali, coordinamento tra specialistiCome porta d’ingresso, soprattutto se i sintomi sono nuovi
GinecologoValutazione clinica e imaging (ecografia o risonanza magnetica); laparoscopia nei casi selezionatiQuando i sintomi seguono il ciclo: dolore mestruale intenso, defecazione dolorosa in fase mestruale, dolore ai rapporti
GastroenterologoInquadramento dei sintomi secondo i criteri di Roma V, valutazione dei segnali d’allarme e delle altre causeQuando i disturbi sono continui, slegati dal ciclo o accompagnati da segnali d’allarme
Nutrizionista clinicoSupporto alimentare dentro un quadro già definito, senza restrizioni inutiliDopo o insieme alla valutazione medica, quando l’alimentazione incide sui sintomi

Due precisazioni evitano errori frequenti: nessun esame del sangue conferma o esclude l’endometriosi, e le linee guida ESHRE ne sconsigliano l’uso a scopo diagnostico con una raccomandazione forte; l’imaging, pur raccomandato, non esclude la malattia quando è negativo, in particolare nelle forme peritoneali superficiali, ed è per questo che in alcuni casi si valuta la laparoscopia [2].

Cosa può fare l’alimentazione, e cosa no

Alimenti freschi su un piano di lavoro, alimentazione e sintomi intestinali nell'endometriosi

Sull’endometriosi in quanto malattia nessun intervento nutrizionale ha oggi raccomandazioni basate sull’evidenza: le linee guida ESHRE non formulano raccomandazioni a favore di nutrizione o di altri approcci non medici per ridurre il dolore o migliorare la qualità di vita, perché benefici e rischi restano poco chiari [2]. Conviene dirlo con chiarezza, perché online circola l’idea opposta.

Diverso è il piano dei sintomi intestinali, dove qualche dato esiste. Uno studio australiano del 2017 ha analizzato retrospettivamente 160 donne con intestino irritabile secondo i criteri di Roma III, di cui il 36% con endometriosi: dopo quattro settimane di dieta a basso contenuto di FODMAP, un miglioramento dei sintomi superiore al 50% è stato riferito dal 72% delle donne con endometriosi contro il 49% di quelle senza [6]. È un’analisi retrospettiva su una casistica ambulatoriale, non uno studio randomizzato: indica una direzione, non una prova.

Resta poi il modo in cui l’approccio viene condotto. Le linee guida dell’American College of Gastroenterology sottolineano che la dieta a basso contenuto di FODMAP richiede un professionista formato e una reintroduzione guidata dopo la fase restrittiva [4]. Applicata da soli e prolungata, impoverisce la varietà alimentare senza dare risposte.

Quando non rimandare la valutazione

In alcune situazioni aspettare, o tentare di gestire da soli con l’alimentazione, costa tempo prezioso: un dolore mestruale che ogni mese impedisce di lavorare o studiare, una defecazione dolorosa nei giorni delle mestruazioni, un sanguinamento rettale, un calo di peso non voluto, un’anemia. Sono quadri che meritano una valutazione medica, non un tentativo dietetico. Vale anche il contrario: restare per anni con l’etichetta di “colon irritabile” senza che la pista ginecologica sia mai stata considerata è un rischio concreto, proprio perché i sintomi si somigliano.

Domande frequenti su endometriosi e colon irritabile

Come faccio a capire se è endometriosi o colon irritabile?

Non è possibile distinguerle da soli: i sintomi intestinali si sovrappongono ampiamente. Orientano verso l’endometriosi la ciclicità dei disturbi, il dolore mestruale intenso, la defecazione dolorosa in fase mestruale e il dolore durante i rapporti [2]. Serve comunque una valutazione clinica, e le due condizioni possono coesistere.

I sintomi intestinali possono peggiorare durante il ciclo?

Sì, ed è documentato sia nell’endometriosi sia nell’intestino irritabile [1]. Un peggioramento ricorrente e prevedibile nei giorni delle mestruazioni va riportato al professionista: aiuta a orientare gli accertamenti. Roma V precisa anzi che sintomi legati soltanto alle mestruazioni non depongono per l’intestino irritabile [5].

Quali esami servono per indagare l’endometriosi?

Il percorso raccomandato parte dalla valutazione clinica e dall’imaging, ecografia o risonanza magnetica, tenendo presente che un risultato negativo non esclude la malattia; la laparoscopia si valuta quando l’imaging è negativo o il trattamento empirico non ha funzionato [2]. Gli esami del sangue non servono a questo scopo.

Devo rivolgermi al ginecologo o al gastroenterologo?

Dipende da come si comportano i sintomi. Se seguono il ciclo la valutazione ginecologica viene per prima, perché la diagnosi di endometriosi è di competenza ginecologica [2]; se i disturbi sono continui o accompagnati da segnali d’allarme il riferimento è gastroenterologico. Nei quadri misti i due percorsi procedono insieme.

La dieta cura l’endometriosi?

No. Le linee guida ESHRE non formulano raccomandazioni a favore di interventi nutrizionali nell’endometriosi, perché le evidenze non sono sufficienti [2]. L’alimentazione può invece incidere sui sintomi intestinali associati: è su quel piano, non su quello della malattia, che ha senso lavorarci.

Si possono avere sia l’endometriosi sia il colon irritabile?

Sì, ed è una combinazione frequente: la prevalenza aggregata di sindrome dell’intestino irritabile nelle donne con endometriosi è stimata intorno al 23% [1]. Una diagnosi non esclude l’altra, ed è uno dei motivi per cui i sintomi possono persistere dopo che una delle due è stata trattata.

Disclaimer: questo articolo ha finalità informativa e divulgativa e non sostituisce la valutazione di un medico o di un nutrizionista clinico. La diagnosi dell’endometriosi e della sindrome dell’intestino irritabile richiede una valutazione individuale.

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Quando rivolgersi a un nutrizionista

Quando i sintomi intestinali si ripresentano nel tempo e incidono sulla quotidianità, un percorso nutrizionale strutturato aiuta a leggere il rapporto tra alimentazione e disturbi e a capire se un approccio come quello a basso contenuto di FODMAP sia indicato nel singolo caso. Il lavoro nutrizionale non sostituisce la valutazione ginecologica o gastroenterologica: le affianca, in dialogo con i medici che seguono la persona.

Se convivi con gonfiore, dolore addominale o irregolarità intestinali e vuoi capire come impostare un’alimentazione più adatta al tuo caso, puoi richiedere una valutazione nutrizionale per il colon irritabile a Milano.

Fonti e bibliografia

  1. Nabi MY, Nauhria S, Reel M, et al. Endometriosis and irritable bowel syndrome: A systematic review and meta-analyses. Frontiers in Medicine. 2022;9:914356. DOI: 10.3389/fmed.2022.914356. https://www.frontiersin.org/journals/medicine/articles/10.3389/fmed.2022.914356/full
  2. Becker CM, Bokor A, Heikinheimo O, et al. ESHRE guideline: endometriosis. Human Reproduction Open. 2022;2022(2):hoac009. DOI: 10.1093/hropen/hoac009. https://academic.oup.com/hropen/article/2022/2/hoac009/6537540
  3. Drossman DA, Chang L, Tack J. Disorders of Gut-Brain Interaction and the Rome V Process. Gastroenterology. 2026;170(6):1083-1098. DOI: 10.1053/j.gastro.2026.02.014. https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0016508526001459
  4. Lacy BE, Pimentel M, Brenner DM, et al. ACG Clinical Guideline: Management of Irritable Bowel Syndrome. American Journal of Gastroenterology. 2021;116(1):17-44. https://journals.lww.com/ajg/fulltext/2021/01000/acg_clinical_guideline__management_of_irritable.11.aspx
  5. Corsetti M, Shin A, Lacy BE, Cash BD, Simrén M, Schmulson MJ, Hou X, Lembo A. Bowel Disorders. Gastroenterology. 2026;170(6):1261-1282. DOI: 10.1053/j.gastro.2026.02.003. https://www.gastrojournal.org/article/S0016-5085(26)00132-0/fulltext
  6. Moore JS, Gibson PR, Perry RE, Burgell RE. Endometriosis in patients with irritable bowel syndrome: specific symptomatic and demographic profile, and response to the low FODMAP diet. Australian and New Zealand Journal of Obstetrics and Gynaecology. 2017;57(2):201-205. DOI: 10.1111/ajo.12594. https://obgyn.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/ajo.12594 (full text a pagamento)

Autore, revisione, aggiornamento

Scritto da: Dr. Massimo D’Angelo – nutrizionista clinico

Revisione editoriale e nutrizionale: Dr. Massimo D’Angelo – nutrizionista clinico

Pubblicato il: 23 settembre 2026

Aggiornato il: 23 settembre 2026